Pubblicità online, il Marketing basato sul consenso

Pubblicità online, il Marketing basato sul consenso

giugno 15, 2018 0 Di Geco Marketing

Gli internauti sono sempre più stanchi delle pubblicità online invasive e fastidiose, molto spesso ritenute poco interessanti.

L’importanza di conoscere il proprio target

La pubblicità online è diventata uno dei principali veicoli per la comunicazione delle aziende, ma presenta non poche insidie. Gli internauti sono sempre più stanchi di questi messaggi promozionali e del abuso che ne viene fatto. Le novità tecnologiche rendono sempre più selettivo ed identificabile il target, ma non sempre le aziende sono in grado di indirizzare correttamente la propria pubblicità. A questo vanno aggiunte le ultime modifiche sulla normativa della Privacy che in breve tempo ha intasato la casella e-mail di tutti gli utenti internet.

Come proporre una pubblicità online efficace e non invasiva?

Le aziende che voglio fare una comunicazione efficace e di qualità dovrebbero cominciare a relazionassi meglio con il proprio pubblico, creando messaggi interessanti e che gli utenti desiderano ricevere. In altre parole, al posto di inseguire e disturbare gli utenti con comunicazioni invasive la soluzione potrebbe essere nel creare una relazione consensuale, con messaggi integrati con l’esperienza che gli utenti vogliono avere in rete.

Le pubblicità invasive fanno scappare l’utente

Marketing fondato sul consenso

La rivista online specializzata nel marketing, The Drum ha pubblicato un articolo “permission-based Marketing”, il Marketing fondato sul consenso. Secondo quanto scritto il consumatore dovrebbe diventare la parte più importante, e in un certo modo dovrebbe dare il proprio consenso a ciò che le aziende vogliono comunicargli. A questi propositi in realtà si sta già lavorando da tempo, ad esempio Coalition for Better Ads ha effettuato degli studi per identificare i formati pubblicitari più odiati da parte degli utenti, in modo da poter correggere le strategie prima che queste diventino noiose e poco convincenti. Si è notato come questi annunci ritenuti fastidiosi facciano scappare il pubblico dalle pagine internet e negli ultimi tempi si sono sviluppati software e applicazioni che riescono a bloccare questi messaggi pubblicitari. Pensiamo ad esempio che Google, per il suo browser Chrome ha bloccato le finestre pop-up che si aprono senza nessuna autorizzazione e che spesso impediscono una navigazione fluida e lineare.

Convincere l’utente o aggredirlo?

Sicuramente quanto detto è importante, ma non del tutto sufficiente. Bisogna entrare nell’ottica che chi riceve il messaggio pubblicitario deve essere predisposto a farlo in quel determinato momento. Si è notato come una richiesta di autorizzazione a ricevere determinati messaggi gli renda più efficaci e performanti. Ad esempio riscuotono molto successo i video, purché sia l’utente a doverli attivare. Oggi le pubblicità che impediscono una normale navigazione, o audio e video che partono a tutto volume sono le principali cause per cui un utente abbandona una pagine internet, e portandolo a vedere fiducia anche nei confronti della testata che vende lo spazio pubblicitario. Molti considerano efficaci strategie di marketing aggressive ed invasive, che aggrediscono l’utente, ciò che è certo è che non solo lungimiranti e mettono a rischio l’intero settore. Quando pensiamo a strategie di comunicazione dovremmo rispettare di più l’utente, se vogliamo realmente convertirlo in un cliente per poi fidelizzarlo.

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